mercoledì 21 dicembre 2011

Nata nell'aria .

          Sto cercando di aprire il boccettino dell'essenza di trementina . ( 1 ) Poco lontano da me Costantino - l'operaio addetto alla manutenzione della casa -  ( 2 ) è intento nel suo lavoro. Il coperchietto è duro: non riesco a svitarlo .  Il liquido , pervaso da una strana  effervescenza, preme contro le pareti del contenitore . Chiedo   aiuto a Costantino rivolgendomi a lui solo col pensiero . ( 3 ) Prima che l'operaio possa dire o fare qualcosa , l'essenza esce dal boccettino e sale nell'aria. Mi sbaglio :  non è un ' essenza : è acqua pura, che sale nell'aria. ( 4 )
L' acqua zampilla limpida e copiosa: nasce una fonte. Quest 'acqua
penso - gioverà a tante persone.
                                                     Milano, aprile 1988

 ( 1 ) Il sogno è costruito sul ricordo di   " San Martino "  la poesia di Giosuè Carducci , che io avevo imparato a memoria a scuola.
Contano i  versi seguenti :
                                 La nebbia agli irti colli
                                 Piovigginando sale
                                 E sotto il maestrale urla
                                 E biancheggia il mar ;

                                 Ma per le vie del borgo
                                 Dal ribollir de' tini
                                 Va l'aspro odor dei vini
                                 L'anime a rallegrar.

 ( 2 ) Costantino è il cognome dell'operaio che curava realmente
la manutenzione del caseggiato dove abitavo nel momento in cui
facevo il sogno . Questo cognome oltre ad avere il finale in tino ,
e a inserirlo quindi nel gioco delle assonanze segnalate, richiama
la parola costanza , virtù indispensabile per il meditante .
( 3 ) Costantino non risponde alla mia richiesta di aiuto. E' la prova che non è un personaggio , ma la personificazione di una virtù. La casa sono io stesso. ( 4 ) L'energia liberata dalla meditazione può essere percepita come acqua , fuoco o aria in movimento . Le variazioni dipendono dall'età , dalla costituzione e
dallo stato di salute di colui che medita.

lunedì 1 agosto 2011

Primo sogno meditativo: il pallone è sceso in mare.

Sullo schermo televisivo compare l'annuncio di una grande impresa
sportiva: nel Nord Italia un atleta si accinge a dare al pallone un calcio talmente forte, da farlo cadere nel mare Ionio, dopo avere sorvolato l' intera penisola. Il calcio viene dato: il pallone, che compare sullo schermo sotto forma di un piccolo disco chiaro,
dapprima si muove regolarmente nella direzione voluta, poi sembra  che stia per arrestarsi, ma l' energia impressa dal calciatore è sufficiente  per mantenerlo in volo. Si ode un fragoroso applauso:
il pallone è sceso in mare.     
                                                                Cicogni, 20 marzo 2004

Il primo ricordo collegato a questo sogno : un mio allievo scrisse  giustamente  su di
me in un tema : " non ha certo l'aspetto di un atleta " .
Il secondo ricordo : avevo terminato di scambiare qualche parola con un coinquilino e mi stavo allontanando
per fare una passeggiata nel parco , quando per terra , proprio davanti a me,
vidi un pallone , che sembrava  essere messo lì apposta , 
per ricevere un calcio. Notai che il calcio che gli diedi mi aveva dato soddisfazione:
aveva come liberato una  tensione interiore. Mi sembrò la conferma di quello che già pensavo : il  gioco del calcio serve ai ragazzi anche per dare loro la possibilità di uno sfogo. Collegando i due
ricordi direi che il sogno esprime vivacemente il mio desiderio
di avere una corporatura più robusta . Questo è certamente un
aspetto del sogno, ma ce n'è un altro meno evidente, ma  per me
più interessante , che lo colloca fra i sogni promossi dalla me-
ditazione : la  forma circolare , propria del pallone . Mi incuriosisce anche il fatto che io abbia scelto
il mare Ionio fra i tanti che avrei potuto indicare. Nulla mi proibiva di non dare alcun nome al mare . E' vero che il mare Ionio è il più lontano rispetto ai luoghi in cui normalmente risiedo
( il che esalterebbe la potenza del calcio ) , ma io credo che  il
motivo della scelta sia nascosto nel nome stesso. La parola Ionio
si può dividere in tre parti : Io - n - io . La prima corrisponde in
modo evidente al pronome personale io , la seconda si può intendere come iniziale di non , la terza di nuovo come io . E' una
formula usata da Fichte e che io imparai al liceo. Io e non io costituiscono insieme l'intera realtà. Quindi il significato complessivo dell'azione rappresentata nel sogno è questo: il pallone termina il suo movimento cadendo nel mare . La parte si fonde col tutto.